Tutti i post con il tag: Donne

Donne al volante non più pericolo costante

Donne al volanteE’ ora di sfatare un falso mito: le donne al volante non sono più un pericolo. Non lo diciamo noi; lo rivelano i numeri ufficiali pubblicati nei mesi scorsi dal Ministero dei Trasporti, relativamente alla perdita dei punti patente.

Dall’indagine emergono alcuni dati interessanti e su cui è utile fare una riflessione.

Punti patente

In 14 anni di patente a punti sono più di 20.000 gli automobilisti in Italia che hanno male amministrato il loro portafoglio punti patente e sono stati costretti ad affrontare nuovi esami. Di questi circa 4.000 in Lombardia, circa 2.200 in Campania e poco meno di 1.800 in Piemonte.

Il Codice della Strada prevede decurtazioni di punti differenti a seconda dell’entità dell’infrazione, fino ad arrivare a togliere ben 10 punti in casi di particolare gravità, come eccesso di velocità superiore ai 60 km/h, retromarcia in autostrada, utilizzo improprio della corsia d’emergenza. Ci sono poi casi di più lieve entità che però, se reiterati nel tempo, possono azzerare il portafoglio punti e questo vale, in particolar modo, per le distrazioni alla guida, di cui molti di noi sono vittime e carnefici.

Le donne al volante sono più virtuose

Ma i numeri ci dicono altro: le donne sono più virtuose nell’amministrazione dei punti patente. Secondo un’analisi condotta da Facile.it, sulla base dei dati del Ministero dei trasporti, emerge che solo lo 0,01% delle donne hanno 0 punti sulla patente contro una media maschile decisamente più alta (0,08%). La conferma sulla virtuosità del gentil sesso arriva anche se guardiamo i dati da un altro punto di vista: il 57.8% delle donne ha raggiunto il massimo credito di punti disponibile sulla patente, mentre gli uomini sono solo il 47.9%.

Questo trend è confermato inoltre dalla ricerca “donne e auto aziendali” condotta dal Corporate Vehicle Observatory di Arval in collaborazione con Econometrica. Da questa indagine emerge che il tasso di sinistrosità delle donne che utilizzano auto aziendali risulta inferiore rispetto a quello degli uomini.

Lungi da noi istigare una “battaglia sui sessi” ci sembrava corretto evidenziare un trend in controtendenza rispetto all’antico adagio “donne al volante, pericolo costante”.

Uomo avvisato…..

 

Donne al volante

Donne al volanteIn occasione della festa delle mamme vorremmo partire da un assunto: le donne sono multi tasking anche quando sono al volante. Cosa significa? Semplicemente che sono in grado di fare più cose contemporaneamente, spesso con disinvoltura. Riescono a conciliare casa, lavoro, famiglia, amici, sport e chi più ne ha più ne metta, con estrema naturalezza.

Diciamo che prendono alla lettera il vecchio adagio “chi ha tempo non aspetti tempo”. Ma c’è un però: spesso questo tempo lo recuperano e lo reinvestono quando sono in auto. Ecco il podio delle cattive abitudini in auto:

  • Utilizzo del telefono: sì, lo sappiamo, non è solo una prerogativa femminile. Ma mentre gli uomini si attestano su due/tre chat di media ed eventuali telefonate (tra cui lavoro e Fanta calcio), le donne gestiscono almeno 10 chat: quella della classe per ogni figlio, quella delle amiche, quella delle amiche più amiche, quella ufficiale del lavoro, quella ufficiosa del lavoro, quella degli hobby, quella “sportiva”, quella culturale… Insomma per ogni interesse corrispondono almeno un paio di chat e svariate telefonate. Avete presente quanti messaggi si possono ricevere e mandare mentre state guidando? La domanda vuole essere a trabocchetto e la risposta è zero: l’utilizzo dello cellulare alla guida è fonte di distrazione e potenzialmente molto pericoloso;
  • Trucco e “parrucco”: è vero che le donne non hanno il monopolio su quest’abitudine, ma francamente è più facile vedere una donna al volante che si sistema il trucco rispetto a un uomo che si rade. Va ricordato che lo specchietto retrovisore ha una funzione più etica che non lo specchietto per il trucco.
  • Vitto e alloggio: l’auto, come si suol dire, è come una seconda casa. Vi si trascorre molto tempo nell’arco della giornata, ma è pur sempre un mezzo di trasporto. Si chiacchiera, si mangia, si beve. Attenzione a non trasformarla in guardaroba, sala trucco, fast food.

Insomma le donne sono talmente abituate a fare tanto che, a volte, eccedono.

E gli eccessi spesso sono pericolosi. E’ fondamentale, quando si è alla guida della propria auto, mantenere la concentrazione e l’attenzione necessaria: mani sul volante e mente libera: care donne prendetevi una pausa e quando guidate, guidate e basta.

Detto questo promettiamo di stilare una classifica anche per l’altra metà della mela.

Concludiamo con un augurio speciale a tutte le mamme, direttamente con le parole di Fiorella Mannoia “siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci ancora qui”.

L’invenzione delle frecce è donna

L'invenzione delle frecce è donna Concedeteci la non originalità, ma anche noi oggi vogliamo onorare le donne. E per smentire il luogo comune “donne e motori, gioie e dolori” vi presentiamo Florence Lawrence, la donna che inventò le frecce e gli stop.

Si dice che le donne abbiano un senso pratico molto sviluppato. Non stupisce, dunque, che fu proprio una donna (e che donna), a porsi il problema di come segnalare la propria direzione agli altri automobilisti.

Chi era

Florence Lawrence è ricordata come uno dei primi astri nascenti della neonata Hollywood. Nata nel 1890 era un’attrice molto conosciuta, la prima vera star del cinema statunitense, con oltre 250 film al suo attivo. Fu grazie al suo successo e al suo status che poté acquistare, già nel 1913, una costosissima automobile. Per quanto beni di lusso, le vetture dell’epoca non erano certo confortevoli e tecnologiche, erano poco sicure e con scarse dotazioni di serie.

Florence Lawrence, utilizzando la propria vettura, si rese presto conto che mancavano alcune strumentazioni fondamentali per rendere la guida più sicura, come ad esempio un rilevatore che potesse far capire agli automobilisti i cambi di direzione e le frenate improvvise.

Con un senso pratico tutto al femminile ideò alcuni strumenti rudimentali, la cui evoluzione oggi è fondamentale per la sicurezza stradale.

Braccio “auto-segnalante”

Vero e proprio antenato delle attuali frecce luminose, il braccio automatico era un dispositivo che si azionava attraverso una leva posta dietro al volante. La leva veniva spostata a seconda della direzione scelta e il braccio, posizionato sul paraurti posteriore, si sollevava lateralmente indicando così l’intenzione del guidatore di svoltare a destra o a sinistra. Il sistema, semplice ed efficace, fu poi riadattato, in versione elettrica, e inserito come dotazione di serie sulle Buick sin dal 1939.

Stop

Un altro limite pericoloso delle vetture dell’epoca era di non aver alcuna dotazione che segnalasse il veicolo fermo o in frenata. Fu così che Florence architettò un marchingegno che, posto sul posteriore dell’auto, faceva apparire un simbolo di veicolo fermo ogni volta  che veniva azionato il freno. Si trattava di uno stop alquanto artigianale che ben presto fu montato su tutti i veicoli circolanti.

Florence Lawrence non brevettò le sue invenzioni; le sue idee furono però il punto di partenza per lo sviluppo di una sensibilità maggiore verso la sicurezza alla guida.

Mica male per una donna che definiva l’‘automobile “qualcosa di quasi umano, che risponde alla gentilezza, alla comprensione e alle cure, proprio come fanno le persone”.

Pagina 1 di 41234