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Documento unico di circolazione e di proprietà

Documento unico

Nei prossimi mesi potremo dire addio al libretto di circolazione e al certificato di proprietà, entrambi i documenti confluiranno in un documento unico di circolazione e proprietà. In sostanza il vecchio certificato di proprietà scomparirà nella sua forma sia cartacea che digitale e verrà, di fatto, incluso nella carta di circolazione. Quest’ultima, infatti, rappresenta l’unico documento di circolazione valido a livello internazionale, il cui obbligo è regolato da una direttiva europea.

Di cosa si tratta

Questa novità, annunciata dal vice ministro dei Trasporti, prevede l’integrazione tra le competenze del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) gestito dall’ACI e della Motorizzazione, che confluiranno in un’unica agenzia istituita presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Cosa cambia

L’integrazione delle competenze dei due enti consentirà una sensibile riduzione dei costi correlati alla gestione dei dati. La creazione di un’agenzia unica permetterà, inoltre, di ottimizzare ed efficientare il processo di archiviazione dei documenti, in un’ottica di semplificazione amministrativa nella gestione delle banche dati.

Non solo: l’unificazione del documento porrà fine a un’anomalia tutta italiana per cui, per poter circolare, è necessario avere sia la carta di circolazione emessa dalla Motorizzazione – così come previsto negli altri paesi -, ma anche l’iscrizione del veicolo al PRA, richiesta unicamente per la circolazione sul territorio italiano. Solo attraverso questa iscrizione, infatti, l’intestatario del veicolo diventa proprietario.

E per gli utenti?

Tradotta in soldoni questa novità comporterà un risparmio di 39 euro per l’automobilista, che avrà un unico documento al posto dei due attuali (certificato di proprietà e libretto di circolazione). Questo significa che per ogni pratica di immatricolazione o passaggio di proprietà il costo sarà ridotto dagli attuali 100 euro a 61 euro.

Cambio residenza: cosa fare

cambio residenzaCambiare casa è fonte di stimoli, ma anche d’impegni burocratici non indifferenti. Il cambio residenza comporta, infatti, degli obblighi legali e prevede l’aggiornamento di tutta una serie di documenti, compresi quelli che riguardano i veicoli e la polizza assicurativa.

Per non perdersi nei meandri burocratici, vi proponiamo un’utile check list per il cambio di residenza:

Comune

Il primo passo è comunicare il cambio residenza agli uffici comunali. Per procedere alla modifica sarà necessario presentare:

  • un documento di identità/riconoscimento;
  • gli estremi della patente;
  • la targa dei veicoli di proprietà;
  • il modulo prestampato di richiesta cambio residenza, in distribuzione presso tutti gli sportelli comunali.

Motorizzazione Civile

Preso atto della modifica della residenza, il Comune trasmette l’informazione all’Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile che provvede a spedire, al nuovo indirizzo, un tagliando adesivo da incollare sulla carta di circolazione.

In attesa di ricevere il tagliando adesivo, ricordatevi di conservare una parte del modello precompilato in comune, in quanto funge da permesso provvisorio e ha valore di documento ufficiale, da esibire in caso di eventuali controlli e verifiche.

Pubblico Registro Automobilistico (PRA)

Sempre il Comune invia automaticamente la comunicazione del cambio residenza al Pubblico Registro Automobilistico. Il PRA procede con un aggiornamento d’ufficio del proprio archivio. Il certificato di proprietà cartaceo rimane valido, anche se riporta l’indirizzo di residenza non aggiornato. Nel caso in cui, tuttavia, si desideri aggiornare il nuovo indirizzo anche sul certificato di proprietà è possibile richiedere tale modifica al PRA.

Assicurazione

Una volta effettuato il cambio residenza, è necessario avvisare la propria assicurazione affinché provveda all’emissione di un’appendice di polizza che attesti la variazione di residenza. Tale variazione potrebbe comportare un costo, ovvero essere gratuita. Con Direct Line, per esempio, il cambio residenza in corso di polizza non comporta variazioni sul premio assicurativo. Verificate con la vostra assicurazione quale sia la procedura corretta per la modifica della residenza sui documenti assicurativi.

Quanti punti patente avete?

Documenti auto a bordo quali sono obbligatoriVi siete mai domandati quanti punti della patente avete? Se questo dubbio vi attanaglia sappiate che esiste il portale dell’automobilista, che prontamente risponderà al vostro interrogativo. Si tratta di un sito, realizzato col patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che offre ai cittadini una serie di servizi, tra cui la possibilità di verificare l’”estratto conto” dei vostri punti patente, in modo semplice e gratuito. Se, una volta consultato il portale, non dovessero tornarvi i conti, vi proponiamo un veloce ripasso su come funziona la patente a punti.

Patente a punti

Il meccanismo della patente a punti è entrato in vigore nel luglio del 2003, in ottemperanza all’articolo 126 bis del Codice della Strada. La normativa prevede che, all’atto del rilascio della patente, siano attribuiti al patentato 20 punti patente.

Tale punteggio può subire decurtazioni, in relazione a eventuali infrazioni commesse dal patentato, ovvero aumentare in virtù di buona condotta. In particolare la normativa prevede che i conducenti diligenti abbiano diritto a una sorta di bonus nel caso non siano accertate infrazioni che comportino la decurtazione dei punti per due anni consecutivi. Nello specifico:

  • ai patentati che non abbiano ancora esaurito i punti viene ripristinata l’attribuzione iniziale, quindi 20 punti;
  • ai patentati che partono da 20 punti, vengono assegnati 2 punti premio ogni anno fino a un massimo di 10 punti premio complessivi.

Fanno eccezione i neo patentati per i quali la normativa prevede un bonus più contenuto: i possessori di patente da meno di tre anni avranno un’attribuzione di 1 punto premio all’anno per un totale di 3 punti premio.

I punti della patente vengono annotati nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida e regolarmente aggiornati rispetto alle eventuali variazioni di punteggio.

Tabella decurtazione punti patente

Il Codice della Strada prevede, per alcune infrazioni considerate gravi, la decurtazione dei punti, da un minimo di 1 a un massimo di 10, oltre alla sanzione amministrativa. Nel caso siano riscontrate più infrazioni contemporaneamente possono essere tolti al conducente fino a un massimo di 15 punti.

Il punteggio viene azzerato qualora le infrazioni contestate comportino la revoca della patente ovvero quando la patente viene sospesa. In questi casi il possessore della patente dovrà obbligatoriamente sostenere l’esame di abilitazione.

A rischio la patente anche per chi, nell’arco di un anno, subisca 3 infrazioni che comportino ognuna la decurtazione di almeno 5 punti.

Come recuperare i punti patente?

Oltre all’attribuzione di punti premio, la normativa prevede la possibilità di recuperare i punti patente attraverso la frequenza a corsi di aggiornamento organizzati dalle autoscuole o da altri soggetti autorizzati e successiva prova di esame.

A seconda del tipo di patente possono essere recuperati fino a 6 punti (patente A e B) e fino a 9 punti (patente C, C+E, D+E).

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