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Auto a metano: vantaggi e svantaggi di un modello di successo

Auto a metano vantaggi e svantaggiSempre più automobilisti scelgono di affidarsi ad un’auto a metano, una scelta spesso dettata dal risparmio economico. L’acquisto di una vettura di questo tipo reca sì importanti vantaggi ma anche qualche svantaggio: cerchiamo di capire quali sono senza dimenticare le norme di sicurezza previste per questi veicoli.

Perché acquistare un’auto a metano

Risparmio e riduzione dell’inquinamento sono i due principali vantaggi derivanti dall’utilizzo di un’auto a metano. Scegliendo questo tipo di vettura potrete risparmiare anche il 60% sui costi di carburante, dato che con un chilo di metano è venduto a meno di un euro al chilo.

Auto a metano, tutti gli svantaggi

Attenzione però, perché non è tutto oro quel che luccica e un’auto a metano ha anche degli svantaggi. Ad esempio, la capacità di carico è ridotta dalla necessità di dotare la vettura di un serbatoio supplementare per il gas. Altro fattore negativo è la diffusione poco capillare dei distributori, difficili da trovare soprattutto al sud (se poi siete soliti viaggiare in auto, sappiate che fuori dai nostri confini la situazione è, purtroppo, anche peggiore). Ricordatevi infine che un serbatoio a metano ha un’autonomia limitata, che si attesta attualmente intorno ai 450 km complessivi.

Attenzione alla sicurezza

Non dovete infine dimenticare il particolare legato alle norme di sicurezza previste per queste auto. Come stabilito dalle norme europee ECE/R110, le bombole vanno revisionate e collaudate ogni 4 anni, limite di tempo che perde di significato in caso di incidente. Dopo un sinistro, infatti, la bombola potrebbe essere stata danneggiata, e necessiterebbe quindi di un controllo immediato.

Viaggiare in moto, tutti i trucchi per risparmiare benzina

Viaggiare in moto e risparmiare benzinaCroce e delizia di tanti, la moto rappresenta uno dei mezzi di trasporto più amati dagli italiani. La moto è per molti una passione più che un semplice mezzo di trasporto, e per lei gli amanti delle due ruote spendono spesso più di quanto vorrebbero o potrebbero fare. A pesare di più fra le voci di spesa per il mantenimento del mezzo è il consumo di carburante, vediamo allora come viaggiare in moto e risparmiare benzina, godendoci a pieno il tragitto.

Velocità e utilizzo del cambio

Il consumo di benzina è strettamente legato a tutta una serie di fattori, identificarli è il primo passo verso il risparmio. In cima alla lista la velocità di crociera: più si va forte, più si consuma. Ogni moto va utilizzata per i percorsi e i tipi di strada per i quali è stata pensata e progettata, l’importante è scegliere sempre il rapporto migliore.

Altro fattore da tenere a mente è il cambio: è bene optare per le marce lunghe e ruotare la manopola del gas il più lentamente possibile. “Stuzzicarla” di continuo, come molti fanno per esempio ai semafori, accresce enormemente il consumo. Scaldare la moto da ferma non ha alcun significato pratico: tenete a mente che non state mettendo in moto un mezzo che deve essere portato a temperatura prima dell’utilizzo.

Pressione degli pneumatici e freno motore

Pressione degli pneumatici e freno motore sono altre due importanti componenti da considerare in ottica risparmio. Le gomme non devono mai essere sgonfie (i consumi si accentuano e la ruota si usura in modo non omogeneo) ma neanche essere portate al limite. Sfruttate il freno motore per alleggerire i freni a disco ed evitare di avere un andamento a scatti che accentui i consumi.

Catena di trasmissione e olio motore

Una catena di trasmissione lubrificata e ben tesa può aiutarvi a ridurre l’utilizzo di benzina. Anche l’olio motore ha una certa importanza: un errato indice di viscosità è causa di un aumento sconsiderato dei consumi, è opportuno regolamentarlo mantenendolo sempre sui livelli consigliati.

Meglio il cambio automatico o manuale?

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La domanda “meglio il cambio automatico o manuale?” è un dilemma difficile da sciogliere.
“Tutta la vita il cambio manuale, voglio guidare per davvero!”
Questo è un classico esempio di opinione diffusa in Italia e in Europa in generale, ma non è così in tutto il mondo; c’è invece una spaccatura piuttosto netta tra amanti del cambio automatico, collocati principalmente tra America, Asia e Oceania, e appassionati del cambio manuale, concentrati per lo più nel Vecchio Continente.

Nonostante il cambio automatico garantisca consumi mediamente più ridotti e non metta a dura prova le ginocchia del pilota nel traffico urbano, rimane forte in molti guidatori la volontà di “sentire l’auto in mano” come si usa dire, cioè utilizzare il cambio manuale per dominare appieno l’automobile.
Insomma, la preferenza dipende da una concezione differente di cosa sia il piacere di guidare.

E a questo punto della discussione normalmente s’inserisce il terzo soggetto, che era rimasto volontariamente in disparte, nella penombra… è l’unico vero amante della guida, è il nostalgico della doppietta, detta anche “doppia debraiata”. Si tratta di premere la frizione lasciando calare i giri del motore per ingranare la marcia superiore oppure premere la frizione e poi l’acceleratore (mantenendo l’auto in folle) per far salire i giri del motore prima di innestare la marcia inferiore.

Se sai fare la doppietta nel 2014 è molto probabile tu sia un appassionato di motori. Per i più giovani basti dire che ai tempi dei cambi non sincronizzati, quando le ruote dentate degli ingranaggi non erano permanentemente in contatto come accade invece oggi, per scalare o salire di marcia era necessario “fare la doppietta”. In breve, occorreva sincronizzare gli ingranaggi per farli incastrare, altrimenti grattavano e non si inserivano. Ecco, nel caso vi capiti di essere al bar e di parlare di cambi, qualora compaia alle vostre spalle l’amante della doppietta rinunciate al desiderio di aver ragione.

Chi l’ha provata sa che non c’è paragone.