Droni, passione diffusa

drone

– Uh, ma che bel drone! E’ suo? Anche a me piacerebbe tanto avere un drone, solo che l’impegno mi spaventa. Poi dovrei portarlo in vacanza con me, non vorrei mi limitasse…Ma sporca?
– No, guardi, poi ci si affeziona e diventa un membro della famiglia…

Questo è un esempio delle conversazioni che sentiremo sempre più frequentemente da qui in avanti. I droni infatti, dopo anni di utilizzo limitato a specifici e ristretti ambiti d’applicazione, stanno invadendo sempre più la quotidianità di tutti noi. Fino allo scorso maggio il loro utilizzo non era regolamentato e pertanto era teoricamente vietato, anche se non in modo esplicito.

Preso atto della situazione, anche l’Italia si è quindi dotata di un regolamento ad hoc che tenta di dettare le coordinate per un corretto utilizzo dei droni. Dico tenta perché la materia è complessa e le strutture dedicate alla gestione di autorizzazioni, registri e quant’altro sono al momento un po’ carenti, forse comprensibilmente visto che siamo all’anno zero della materia.

Le prime norme arrivano dall’ente che si è occupato di stilare un regolamento: l’ENAC, Ente Nazionale dell’Aviazione Civile.
Dal 1° maggio 2014 il Regolamento specifica i requisiti obbligatori per i possessori di droni, dividendo tra uso privato e a fini commerciali: sopra i 25 kg di peso si considera il drone come strumento professionale, sotto i 25 kg può essere considerato utilizzo privato per diletto personale.
La certificazione, comunque obbligatoria, sarà differente. Per pilotarlo bisogna avere almeno 18 anni e possedere un attestato di volo, almeno sportivo o civile.

E’ necessaria una sorta di scuola guida che attesti la vostra capacità di pilotare il drone, anzi, quello specifico modello di drone. E qui come dicevo sarà complesso mettere in piedi un sistema organizzato di scuole, istruttori, gestori delle autorizzazioni e dei registri. Inoltre, dovendo certificare l’addestramento su uno specifico modello di drone, la scuola dovrebbe possederli tutti, teoricamente.

Poi è obbligatorio provvedere all’assicurazione drone, perché il drone potrebbe arrecare danni a persone o cose.

Il passaggio logico successivo è la limitazione degli spazi di volo: non più di 150 metri d’altezza, con diversificazioni del regolamento tra zone con presenza o meno di persone.

Per approfondire l’argomento recati sul sito dell’ENAC e se vuoi proprio diventare un pilota di droni fai in fretta: si prevedono secchiate di richieste di autorizzazioni.