Archivio integrato antifrode

Archivio integrato antifrodeQualcuno di voi probabilmente avrà già sentito parlare dell’archivio integrato antifrode, per tutti gli altri ci pensiamo noi.

Di cosa si tratta

L’archivio integrato antifrode (AIA) è uno strumento che ha l’obiettivo di prevenire e contrastare le frodi in ambito assicurativo. Attivo da giugno 2016, questo database viene gestito dall’IVASS per prevenire e contrastare le frodi e le truffe legate in particolare ai cosiddetti sinistri gonfiati. Si tratta di uno strumento che, si auspica, possa contribuire in maniera decisiva nella lotta contro questa vera e propria piaga per le assicurazioni, principale causa dell’innalzamento dei premi assicurativi.

Come funziona

L’archivio integrato antifrode consente di raccogliere i dati dei sinistri relativi ai veicoli a motore immatricolati in Italia, ma anche i dati dei testimoni e dei danneggiati riferiti ai medesimi sinistri, con lo scopo di prevenire e contrastare comportamenti fraudolenti. A tal fine l’archivio integrato viene costantemente alimentato da una serie di banche dati, tra cui:

  • banca dati sinistri
  • anagrafe testimoni e anagrafe danneggiati
  • archivio nazionale dei veicoli
  • anagrafe nazionale degli abilitati alla guida
  • PRA (Pubblico Registro Automobilistico)
  • ruolo dei periti assicurativi

Sulla base dei dati inseriti, l’archivio integrato antifrode provvede a fornire automaticamente alle compagnie assicurative un punteggio che, attraverso specifici algoritmi, identifica il grado di rischio di truffa dell’incidente denunciato.

In sostanza le imprese di assicurazione possono essere informate, in tempo reale, sul grado di rischio frode del sinistro inserito a sistema; ricevono inoltre un punteggio sulla qualità dei dati inseriti, una sorta di “pagella” del proprio portafoglio clienti.

Dopo l’istituzione della banca dati degli attestati di rischio e la dematerializzazione del contrassegno, si tratta di un altro passo importante per sconfiggere definitivamente il fenomeno delle frodi assicurative: i “furbetti” hanno i giorni contati!