Pirati della strada, statistiche in aumento nel 2015

Li chPirati della strada statistiche in aumento nel 2015iamano “pirati della strada”: rispetto ai lontani cugini non infestano i mari, ma le strade. E se i pirati dei mari, seppur temuti, avevano un loro codice d’onore, i pirati della strada investono e si danno alla fuga senza prestare o chiedere soccorso. Scappano in barba al Codice della Strada che impone l’obbligo, in caso di incidenti in auto con feriti di prestare soccorso alle vittime, pena sanzioni gravissime.

Quello della pirateria stradale è un fenomeno, purtroppo, in continuo aumento: in Italia nei primi otto mesi del 2015 il fenomeno è cresciuto del 9,3% rispetto all’anno precedente, toccando punte altissime nel mese di agosto, dove si sono registrati 113 episodi gravi di pirateria. Queste sono le drammatiche cifre raccolte dall’ASAPS.it, il Portale della Sicurezza Stradale.

Fra le vittime dei pirati della strada ci sono innanzitutto i pedoni, seguiti dai ciclisti per un totale di 60 decessi, il 64% delle vittime mortali. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale degli incidenti, la Lombardia vince il triste primato come regione con il maggior numero di episodi di pirateria, seguita da Lazio, Veneto e Toscana.

Questi numeri, drammatici nella loro sinteticità, evidenziano quanto il fenomeno della pirateria stradale sia ormai un problema sociale che non accenna a diminuire. Una vera e propria piaga sociale che necessita di provvedimenti decisi e immediati.

Si tratta per lo più di persone alla guida in stato di ebrezza o sotto effetto di stupefacenti che, con superficialità e imprudenza, si mettono alla guida, inconsapevoli delle gravi conseguenze che il loro stato psico-fisico possa arrecare agli utenti della strada.

Un passo importante è avvenuto pochi giorni fa con le modifiche introdotte dalla Camera al disegno di legge che introduce  nel Codice Penale il reato di omicidio stradale. L’omicidio stradale colposo diventa un reato e, secondo la gravità, prevede delle pene specifiche:

  • Dai 2 a i 7 anni di reclusione nel caso in cui il conducente cagioni la morte della vittima in violazione del Codice della Strada, così come previsto attualmente;
  • Dagli 8 ai 12 anni di reclusione nel caso in cui il conducente cagioni la morte della vittima e sia in stato di ebbrezza grave (tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) o sotto effetto di stupefacenti;
  • Fino a 18 anni di reclusione in caso di omicidio stradale di più persone.

Nel caso in cui il responsabile dell’omicidio si sia dato alla fuga, la pena aumenta fino a 2/3 e non può, comunque, essere inferiore ai 5 anni di reclusione.

L’auspicio è che, l’inasprimento delle pene, si traduca in un comportamento più responsabile da parte di tutti gli utenti della strada. La fuga è disprezzabile e la nuova normativa potrebbe rappresentare una risposta ferma e decisa all’attuale “impunità” dei pirati della strada.