Impariamo cosa sono e come dare le precedenze

dare le precedenze

Le precedenze, pomo della discordia. Quanti incidenti e quante imprecazioni al volante a causa del loro mancato rispetto. Eppure le regole sono chiare e non sono neppure complesse. Sfrutta questo post per dare una ripassata alle regole base, giusto per evitare di ritrovarti a compilare una constatazione amichevole.

Dunque, prima di tutto esiste il freno. È un pedale, sta in mezzo tra la frizione e l’acceleratore: a volte può essere utile. Che tu abbia o meno la precedenza, schiacciare il freno non è sinonimo di resa incondizionata all’avversario. Non sei in una competizione olimpica, non ti stai scornando con un’altra alce per conquistare il partner, non stai difendendo Sparta dai Persiani. Puoi frenate.

Detto questo, e ricordando che le precedenze trascurate sono la causa più diffusa di incidenti, la prima regola è osservare la segnaletica stradale, che può essere orizzontale o verticale. Quella orizzontale è costituita sostanzialmente dai segni disegnati sull’asfalto (eh già, non sono ornamentali!) come gli stop o le file di triangolini bianchi che impongono di dare la precedenza. Cartelli e semafori fanno parte invece della segnaletica verticale. Se sei a un incrocio senza alcuna segnalazione, affidati alla regola aurea della precedenza a destra, mentre in una rotatoria la precedenza dipende dalla segnalazione. Se all’ingresso trovi l’indicazione di dare la precedenza, è una rotatoria “alla francese” e la precedenza è di chi si è già immesso. Se non trovi alcuna indicazione all’ingresso, sei di fronte a una rotatoria “all’italiana” e la precedenza è di chi si immette, da destra ovviamente.
E i pedoni che attraversano sulle strisce hanno sempre la precedenza.