Cinture di sicurezza, neopatentati le allacciano più degli altri

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Cintura sì, cintura no…Cintura sì, punto e basta, e non solo perché è un obbligo di legge. Anche e soprattutto perché ci salva la vita.
Che siano amate o odiate, le cinture di sicurezza sono senza dubbio tra i più importanti meccanismi di sicurezza per chi si trova alla guida o all’interno di un’automobile.

Obbligatorie dal 1988 grazie alla legge 111 (obbligo che comprese i veicoli immatricolati dal 1º gennaio 1978), dal 14 aprile 2006 sono diventate obbligatorie per chiunque, guidatori e passeggeri, davanti e dietro.
Oggi moltissime auto per fortuna sono dotate di quei dispositivi sonori che ci ricordano di indossarle appena si mette in moto il motore e i patentati più giovani trovano assolutamente normale indossarle. Eppure qualcuno che si dimentica di allacciarle ancora c’è, nonostante il rischio di multa non solo per la “dimenticanza” al posto di guida, ma anche al posto dei passeggeri.

Per questo il nostro Centro Studi e Documentazione ha indagato il comportamento degli italiani, al fine di sondare il reale utilizzo delle cinture di sicurezza e l’opinione degli automobilisti in merito.
Ad affermare chiaramente di utilizzare sempre le cinture è stato l’88% degli intervistati, una percentuale alta che anni fa sembrava impensabile da raggiungere.
Sono lontani i giorni in cui si vedevano magliette con l’immagine della cintura allacciata, indossate per cercare di trarre in inganno i vigili. Oggi i numeri dimostrano che chi ancora fa resistenza e non riesce proprio a indossare la cintura di sicurezza è una minoranza.

Ma se vogliamo fare la classifica dei più virtuosi ecco lo spaccato di alcune delle principali città italiane:
Al primo posto troviamo i veronesi, seguiti dai milanesi e dai cagliaritani.
Bolognesi, bresciani, torinesi e fiorentini si piazzano a centro classifica.
Maglia grigia per i romani.
Maglia nera per i palermitani…ma siamo certi che anche loro, presto, raggiungeranno le percentuali di virtuosismo dei primi tre.

1. Veronesi
2. Milanesi
3. Cagliaritani
4. Bolognesi
5. Bresciani
6. Torinesi
7. Fiorentini
8. Romani
9. Palermitani