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Bicicletta in auto: come fare

Come trasportare la bicicletta in autoState programmando una vacanza all’insegna dello sport, dell’aria aperta e del relax?

Allora probabilmente avrete come compagna di viaggio la vostra amata bicicletta. Ecco quindi che la domanda sorge spontanea: come trasportare la bici in auto?

Cominciamo col dire che il trasporto della bicicletta è normato dal Codice della Strada. L’articolo 164, infatti, descrive nel dettaglio la sistemazione del carico sui veicoli. Nello specifico “Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio”.  In caso di violazione delle disposizioni di legge si rischia una sanzione amministrativa fino a 335 euro.

Al di là dei trasporti creativi che potreste incontrare sulle strade, ecco i metodi istituzionali e sicuri per trasportare la vostra dueruote in auto.

Portabici

E’ il metodo più classico per trasportare la bicicletta. Esistono varie soluzioni:

  • Portabici posteriori (quelli per intenderci che si agganciano al portellone): sono adatti per i veicoli alti come monovolumi, furgoni e fuoristrada. E’ necessario fare attenzione che il portellone garantisca la tenuta del carico, quindi non è possibile istallarli su portelloni plastici o in vetro-resina. Accertatevi, inoltre, che il carico lasci ben visibili la targa e i segnalatori luminosi e verificate che il carico non sporga lateralmente per più di 30 centimetri.
  • Portabici da tetto: in questo caso è necessario installare sul vostro veicolo le barre portatutto ovvero degli specifici attacchi per bici. Rispetto alla soluzione precedente, questo sistema garantisce una maggior visibilità del guidatore, anche se l’azione di carico della bicicletta richiede maggior impegno. Se prediligete questa soluzione, prestate attenzione all’ingombro in altezza prima di imboccare sottopassi o tunnel.

Abitacolo dell’auto

Nel caso abbiate un veicolo spazioso potrete accomodare la bicicletta nell’abitacolo dell’auto. Il trasporto interno è la soluzione migliore per tutelare la vostra dueruote: nessuna esposizione ai fenomeni metereologici e, soprattutto, nessun rischio di perdere il carico.

Carrello

Se la vostra scelta ricade sul carrello dovrete prestare attenzione che il gancio traino della vostra vettura sia conforme alla normativa; dovrà quindi superare una prova collaudo presso la motorizzazione civile al fine di ottenere l’omologazione.

Non vi rimane altro che scegliere la soluzione più adatta alle vostre esigenze!

Multe per eccesso di lentezza.

limite-minimo-di-velocitàVi sembrerà strano, ma si rischia la multa anche per eccesso di …. lentezza.

Proprio così: se è vero che avere il piede pesante sull’acceleratore è pericoloso, lo è anche guidare a velocità decisamente ridotta.

Cosa dice la legge

Il Codice della Strada chiarisce questo principio in particolare nell’articolo 141, in cui specifica che “il conducente non deve circolare a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso di circolazione”. In caso di violazione di questa norma si è soggetti a una sanzione amministrativa, che viene in genere applicata dalle autorità sulla base di una percezione soggettiva. Tale multa può arrivare fino a 168 euro.

Diversamente dai limiti massimi di velocità, il codice non stabilisce un limite minimo, delegando agli enti proprietari della strada la valutazione di una soglia di velocità sotto la quale non è possibile circolare. Tale limite minimo di velocità viene indicato da un segnale d’obbligo blu, in cui viene riportata la velocità in km/h sotto la quale non si può circolare.

Questo limite comporta, inoltre, un divieto di circolazione su quelle strade ai veicoli che, per caratteristiche tecniche, non possano sostenere la velocità minima richiesta. Non a caso questo limite spesso coincide con il limite minimo di cilindrata.

Chi va piano…

Sfatiamo quindi il falso mito del “chi va piano va sano e va lontano”. Non sempre, infatti, andare piano è sinonimo di sicurezza. Procedere troppo lentamente può creare intralcio ovvero pericolo alla normale circolazione dei veicoli. Vi è mai capitato di dover rallentare bruscamente perché l’auto davanti a voi procede a una lentezza eccessiva rispetto alle condizioni stradali e di visibilità? I veicoli che procedono troppo lentamente possono costituire un vero e proprio ostacolo, una sorta di tappo alla normale circolazione che spinge, spesso, a manovre di sorpasso azzardate.

Detto questo, ricordiamo che la velocità eccessiva è altrettanto pericolosa. Per viaggiare sicuri rispettate i limiti di velocità:

  • 130 km/h per le autostrade;
  • 110 km/h per le strade extraurbane principali;
  • 90 km/h per le strade extraurbane secondarie;
  • 50 km/h per le strade nei centri abitati.

Ergo: evitate tutti gli eccessi… e guidate con prudenza!

Donne al volante

Donne al volanteIn occasione della festa delle mamme vorremmo partire da un assunto: le donne sono multi tasking anche quando sono al volante. Cosa significa? Semplicemente che sono in grado di fare più cose contemporaneamente, spesso con disinvoltura. Riescono a conciliare casa, lavoro, famiglia, amici, sport e chi più ne ha più ne metta, con estrema naturalezza.

Diciamo che prendono alla lettera il vecchio adagio “chi ha tempo non aspetti tempo”. Ma c’è un però: spesso questo tempo lo recuperano e lo reinvestono quando sono in auto. Ecco il podio delle cattive abitudini in auto:

  • Utilizzo del telefono: sì, lo sappiamo, non è solo una prerogativa femminile. Ma mentre gli uomini si attestano su due/tre chat di media ed eventuali telefonate (tra cui lavoro e Fanta calcio), le donne gestiscono almeno 10 chat: quella della classe per ogni figlio, quella delle amiche, quella delle amiche più amiche, quella ufficiale del lavoro, quella ufficiosa del lavoro, quella degli hobby, quella “sportiva”, quella culturale… Insomma per ogni interesse corrispondono almeno un paio di chat e svariate telefonate. Avete presente quanti messaggi si possono ricevere e mandare mentre state guidando? La domanda vuole essere a trabocchetto e la risposta è zero: l’utilizzo dello cellulare alla guida è fonte di distrazione e potenzialmente molto pericoloso;
  • Trucco e “parrucco”: è vero che le donne non hanno il monopolio su quest’abitudine, ma francamente è più facile vedere una donna al volante che si sistema il trucco rispetto a un uomo che si rade. Va ricordato che lo specchietto retrovisore ha una funzione più etica che non lo specchietto per il trucco.
  • Vitto e alloggio: l’auto, come si suol dire, è come una seconda casa. Vi si trascorre molto tempo nell’arco della giornata, ma è pur sempre un mezzo di trasporto. Si chiacchiera, si mangia, si beve. Attenzione a non trasformarla in guardaroba, sala trucco, fast food.

Insomma le donne sono talmente abituate a fare tanto che, a volte, eccedono.

E gli eccessi spesso sono pericolosi. E’ fondamentale, quando si è alla guida della propria auto, mantenere la concentrazione e l’attenzione necessaria: mani sul volante e mente libera: care donne prendetevi una pausa e quando guidate, guidate e basta.

Detto questo promettiamo di stilare una classifica anche per l’altra metà della mela.

Concludiamo con un augurio speciale a tutte le mamme, direttamente con le parole di Fiorella Mannoia “siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci ancora qui”.

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