La donna che inventò il tergicristallo

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Immaginate il classico temporale estivo, lampi e tuoni come bombardamenti, litri d’acqua scaraventati a secchiate sul parabrezza, l’incognita di eventi atmosferici come la grandine pendente sulla testa.

È capitato un po’ a tutti di trovarsi in questa situazione e la cosa giusta da fare è accostare l’auto e fermarsi finché la circolazione non sia di nuovo possibile in condizioni accettabili. Quando la pioggia è davvero scrosciante la corretta visuale non è garantita.

Ma quando la pioggia non assume le sembianze di un diluvio universale, i tergicristalli sono la nostra salvezza. Come faremmo senza?
Beh, qualcuno un po’ datato potrebbe spiegarcelo, perché in effetti non sono sempre esistiti: le prime automobili in commercio ne erano sprovviste.

Il tergicristallo fu brevettato nel 1905 negli USA dalla statunitense Mary Anderson.
La leggenda vuole che la Anderson, stanca di pagare più del dovuto i suoi frequenti viaggi in taxi a causa dei rallentamenti imposti proprio dalla pioggia e dalla neve, si decise a risolvere il problema alla radice e inventò un sistema elettrico che consentisse a un braccio meccanico di oscillare sul parabrezza, mantenendolo pulito.

L’invenzione, accolta con un forte scetticismo, nel giro di pochi anni divenne parte integrante della dotazione base di ogni automobile. Ecco perché oggi le nostre automobili sarebbero impensabili senza i tergicristalli di Mary Anderson.