Breve storia del futuro delle auto

Breve storia del futuro dell'auto

“Se avessi ascoltato i miei clienti, avrei dato loro un cavallo più veloce” diceva molto tempo fa Henry Ford, l’uomo che diede il là alla produzione industriale in serie di auto.

Effettivamente l’innovazione è prerogativa di menti elastiche, brillanti, sognatrici e razionali al tempo stesso. L’innovazione, quella vera, rivoluzionaria, non te la aspetti. Arriva come un fulmine a ciel sereno e cambia tutto ciò che la circonda. E poi ti ritrovi a dire “ma come facevamo prima?”.
Chissà se nel mondo dell’auto stanno già elaborando qualcosa di simile.

Per il momento possiamo rifarci a un paio di novità segnalate negli scorsi mesi. Dalle parti di Google, realtà decisamente attiva sulla sperimentazione, è stato recentemente comunicato che l’ultimo prototipo di Google Car non avrà volante, né pedali. Niente freno, niente acceleratore. Figuriamoci il cambio manuale tanto amato dagli italiani! Ci sarà un tasto per l’accensione e uno per lo spegnimento. Attraverso lo schermo installato nell’abitacolo si potrà osservare il percorso e verificare le distanze, ma l’auto si guiderà da sola in un gioco di sensori e funzioni preimpostate. Se ami guidare, non ti piacerà.

Casa Ford invece ha preso accordi con la Intel, nota azienda informatica; stanno progettando un’auto integralmente gestita da un software. In pratica il progetto prevede di avanzare sulla strada dell’Internet delle cose, ovvero la connessione di tutti i dispositivi alla rete – sì, ben presto ci arriveremo! L’auto di Ford e Intel quindi sarà in grado di riconoscere il proprietario e non consentire la guida a soggetti non autorizzati, oppure di modificare le impostazioni a seconda del guidatore. Facciamo l’esempio del figlio diciottenne che deve guidare l’auto del padre: quest’ultimo può abilitare il figlio alla guida, ma impostare l’auto per non superare i 100 km orari, o per impedire l’uso del cellulare al volante, piuttosto che per non fare nemmeno un metro senza le cinture allacciate. Inoltre è allo studio una serie di soluzioni per rendere l’auto capace di comprendere comandi vocali o gestuali, come aprire la capotte con un semplice segno della mano, per capirci.

Insomma, tutti sistemi complessi per rendere la nostra vita più semplice. Così sembra, per lo meno.