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Come tutelarsi dai furti auto

Come tutelarsi dai furti autoCominciamo con una buona notizia: i furti auto sono in progressivo calo, confermando un trend virtuoso del nostro paese. Nel 2016 sono state rubate poco meno di 110.000 auto (furgoni e fuoristrada compresi). Il numero effettivamente può spaventare ma, se paragonato al 2015, si registra un calo di furti dell’auto di circa il 5,2%. In ogni caso, se vuoi dormire sonni tranquilli, il consiglio è quello di tutelarsi. Come?

Copertura Furto e Incendio

Il primo suggerimento è quello di inserire nella tua polizza assicurativa la copertura Furto e Incendio.

A tal proposito con Direct Line puoi aggiungere alla tua polizza la garanzia Furto e Incendio a partire da 36 € all’anno: praticamente solo 3 € al mese per avere una tutela completa e sicura della tua auto.

La copertura Furto e Incendio, infatti, offre ampie garanzie tutelando l’assicurato per i danni subiti per furto o incendio del veicolo. Non solo: tale garanzia agisce sia in caso di furto totale sia in caso di furto parziale. Facciamo un esempio: ti hanno rubato lo specchietto retrovisore? Nessun problema: puoi tranquillamente denunciare il sinistro all’assicurazione per ottenere il rimborso.

La copertura Furto e Incendio di Direct Line interviene anche nel malaugurato caso tu subisca un tentato furto: hanno cercato di rubarti l’auto e ti hanno rovinato la serratura? Anche in questo caso puoi denunciare il sinistro all’assicurazione per ottenere il rimborso.

Attenzione a ciò che lasci in auto

Per la serie “l’occasione fa l’uomo ladro” evita di lasciare “a vista” oggetti che potrebbero ingolosire i malintenzionati: borse, telefonini, ma anche seggiolini auto, satellitari, dispositivi multifunzione integrati e chi più ne ha più ne metta.

E’ buona regola portare sempre con sé anche i documenti dell’auto, ma ci rendiamo conto che sia molto più comodo lasciare il libretto nel cruscotto per evitare di dimenticarselo alla prima occasione.

Parcheggio sicuro

Se hai un box, non farti prendere dalla pigrizia del “tanto c’è posto in strada” e riponi sempre il tuo veicolo in box. Oltre a limitare il rischio del furto, tutelerai la carrozzeria della tua auto dall’usura degli agenti atmosferici.

Se invece sei costretto a parcheggiare in strada il consiglio è quello di scegliere vie illuminate e non troppo isolate.

Guida assistita: pro e contro

guida assistitaE’ proprio vero che la tecnologia semplifica la vita? Per quanto riguarda la guida assistita questa affermazione sembrerebbe smentita nei fatti.

Secondo uno studio dell’Insurance Institute for Highway Safety, l’eccessiva tecnologia applicata alla guida, invece di migliorare la sicurezza al volante, comporterebbe un sostanziale peggioramento della capacità di guida.

L’allarme arriva dagli Stati Uniti dove, negli ultimi due anni, gli incidenti mortali sulle strade sono aumentati del 14%. I principali indiziati per questa drammatica impennata dei dati sono tre: la congestione delle strade, la velocità e, neanche a dirlo, la distrazione alla guida.

Tecnologia e disattenzione

Le tecnologie di guida assistita, su cui tanto stanno investendo le case automobilistiche, sarebbero complici della distrazione dei conducenti alla guida. Sistemi come la frenata automatica di emergenza, il cruise control adattivo, il rilevamento dei segnali stradali, il parcheggio assistito, la correzione della traiettoria e, ancora, il “terzo occhio” che monitora il cosiddetto “punto cieco”, facilitano la vita dei conducenti, ma producono anche un effetto indesiderato: un eccesso di fiducia nel mezzo che tende a “rilassare” i sensi dei guidatori, aumentando le possibilità di distrazione e scarsa concentrazione.

Le nuove sfide tecnologiche

La superficialità alla guida è il cosiddetto rovescio della medaglia piuttosto preoccupante, su cui sta lavorando anche l’industria dell’auto. La nuova sfida sarà non solo facilitare la vita del conducente, ma obbligarlo a mantenere la concentrazione e uno stile di guida sicuro.

Qualche esempio? Il sistema ProPilot Assist obbliga il conducente a fermarsi se non tiene le mani sul volante per più di 30 secondi. Si tratta di un rilevatore di stanchezza che, tramite un algoritmo, registra i comportamenti anomali identificati come segnali di distrazione e suggerisce una pausa. Un altro esempio è la videocamera che puntata sul guidatore è in grado di individuare segnali di sonnolenza.

Sono molti i progetti innovativi per garantire la massima concentrazione alla guida, noi ci permettiamo di suggerirne uno: ascoltate di più il vostro istinto e la vostra esperienza,  la tecnologia aiuta, ma non sostituisce l’intelligenza umana.

 

Differenza tra auto d’epoca e auto storiche

Auto storicheSe pensate che “auto d’epoca” e “auto storiche “siano sinonimi, dovrete ricredervi.

Benché le due categorie vengano spesso confuse, le vetture d’epoca e le vetture storiche non sono la stessa cosa.

Veicoli d’epoca

A confermarlo è il Codice della Strada che considera appartenenti alla categoria tutti quei veicoli “atipici” e di interesse storico. In particolare “rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri” (articolo 60).

In sostanza si definisco d’epoca tutti quei veicoli cancellati dal Pubblico Registro Automobilistico, in quanto non più in possesso dei requisiti minimi per poter circolare su strada, come ad esempio i requisiti legati all’emissione di Co2 ovvero di consumi. Tali veicoli sono destinati a musei e collezioni e possono, eventualmente, partecipare a eventi e manifestazioni su strada, salvo autorizzazione da parte delle autorità competenti. Per ottenere il titolo di veicolo d’epoca il mezzo deve essere sottoposto a una serie di controlli da parte della Motorizzazione Civile che, in caso di controlli positivi, rilascia un Certificato di rilevanza Storica e collezionistica necessaria per la successiva iscrizione ai registri riconosciuti dalla legge.  Per poter partecipare a eventi su strada, inoltre, il veicolo d’epoca dovrà essere munito di un foglio di via e una targa provvisoria, rilasciati sempre dalla Motorizzazione Civile.

Veicoli storici o di interesse collezionistico

Le auto storiche sono regolarmente iscritte a uno dei registri riconosciuti dalla legge (ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI) e, diversamente dalle auto d’epoca, possono circolare su strada.

Per essere considerati “storici” è altresì necessario che i veicoli ottengano il Certificato di Rilevanza Storico collezionistica (CRS), rilasciato dal Dipartimento per i Trasporti terrestri. Successivamente alla verifica dei requisiti, viene rilasciata una carta di circolazione con l’obbligo di revisione ogni due anni.

 

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